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Funzionamento mutuo tasso variabile



Il mutuo a tasso variabile è un mutuo in cui il tasso applicato (e quindi la rata da pagare) variano al variare del tasso di mercato Euribor: se l'euribor sale, anche il tasso aumenta, e quindi anche la rata cresce.
Di solito nei mutui a tasso variabile sono presenti 2 diversi tassi:
1) tasso di ingresso. E' il tasso (fisso e prestabilito) che si applica al periodo iniziale del mutuo (di solito un anno o due anni). Si tratta, di norma, di un tasso particolarmente basso e particolarmente reclamizzato. E' utilizzato per attirare i clienti nella stipula del mutuo.
2) tasso a regime. E' il tasso che il Cliente pagherà una volta terminato il periodo iniziale (e breve) di tasso di ingresso. In un mutuo di 20 anni, ad esempio, il Cliente pagherà per uno o due anni il tasso di ingresso e per 18-19 anni il tasso a regime. E' ovviamente il tasso a cui guardare per capire se e quanto un mutuo è conveniente. Confrontare mutui sulla base del tasso di ingresso è invece fuorviante e sbagliato.
Il tasso a regime è sempre determinato con la formula Euribor + spread. L'euribor è un tasso di mercato uguale per tutte le banche, lo spread è invece il margine di guadagno della banca che eroga il mutuo.
I possibili Euribor utilizzabili sono diversi: euribor a 1 mese, euribor a 3 mesi, euribor 6 mesi. Il più utilizzato è l'euribor a 6 mesi. In ogni caso, se confrontate due mutui a tasso variabile, la prima cosa da controllare è quale tasso euribor è preso a riferimento
La seconda cosa da chiarire è l'ammontare dello spread. Ovviamente, sono meno costosi i mutui con uno spread minore. Quindi, tra un mutuo con tasso euribor 6 mesi + 1% e un mutuo di pari durata con tasso euribor + 1,20%, il primo mutuo è più conveniente perchè consente di risparmiare lo 0,20% di tasso di interesse.

La caratteristica del mutuo a tasso variabile è che il tasso varia a seconda delle variazioni dell'euribor preso a riferimento. Immaginiamo di aver stipulato un mutuo a tasso variabile euribor 6 mesi + spread 1% il 01.01.2004, con tasso di ingresso del 2,99% per un anno e revisione annua del tasso di interesse applicato. Ci troveremo a pagare i seguenti tassi di interesse
Anno 2004: 2,99% tasso di ingresso
Anno 2005: euribor 6m + 1%. In data 01.01.2005 l'euribor 6m è il 2,20%. Quindi pagheremo il 2,20% + 1% = 3,20%
Anno 2006: euribor 6m + 1%. In data 01.01.2006 l'euribor 6m è cresciuto a 2,65%. Quindi pagheremo 2,65% + 1% = 3,65%
Anno 2007: euribor 6m + 1%. In data 01.01.2007 l'euribor 6m è cresciuto al 2,95%. Quindi pagheremo 2,95% + 1% = 3,95%
Anno 2008: euribor 6m + 1%. In data 01.01.2008 l'euribor 6m è calato a l2,80%. Quindi pagheremo 2,80% + 1% = 3,80%

Quindi il tasso pagato ogni anno puo' variare. Tasso più alto significa rata più alta, soprattutto a inizio mutuo quando il debito da rimborsare è maggiore. Su un mutuo da 150.000 euro, un rialzo dello 0,40% dell'euribor a inizio del mutuo significa maggiori interessi in un anno per circa 600 euro, cioè una rata mensile più alta di 50 euro.
Quindi i mutui a tasso variabile permettono di avere tassi bassi (grazie al tasso di ingresso e al valore ridotto dell'euribor) ma espongono il debitore a possibili variazioni sfavorevoli delle condizioni.


 

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